In alcuni rari casi, alcune mutazioni genetiche limitano o bloccano l’attività della fosfatasi alcalina tessuto non-specifica (TNSALP): ad oggi sono state identificate oltre 310 mutazioni http://www.sesep.uvsq.fr/03_hypo_mutations.php).

Tali condizioni causano l’ipofosfatasia (HPP), una malattia rara (classificata nel database OMIM con le sigle #241500, #241510 e #146300) che colpisce in Europa una persona su 300.000 nelle forme severe e letali. Il numero complessivo dei casi è invece difficile da determinare perché, soprattutto nelle forme dell’età adulta, presenta sintomi molto vari, tali da condurre spesso a diagnosi errate.

Poiché le mutazioni genetiche che la causano sono diverse, anche i sintomi e le manifestazioni cliniche della patologia sono vari. In ogni caso la ridotta o assente attività della fosfatasi alcalina genera un difetto della mineralizzazione dei denti e delle ossa, causando fragilità ossea (con fratture da fragilità frequenti o in assenza di trauma, sia in età pediatrica che adulta), deficit di crescita e rachitismo nei bambini, osteomalacia (fragilità ossea) e deformità ossee negli adulti, oltre a perdita prematura dei dentimalattie paradontalicarie ricorrenti.

Nelle forme più gravi si riscontrano anche gravi manifestazioni neurologiche (convulsioni, crisi epilettiche, encefalopatia, insonnia, ansia, e depressione) e respiratorie (distress respiratorio e insufficienza respiratoria).

L’ipofosfatasia è una malattia ereditaria: a seconda delle diverse forme può essere trasmessa o su base di ereditarietà recessiva (per manifestare la patologia occorre che entrambi i genitori trasmettano il gene), oppure dominante (per manifestare la patologia è sufficiente che uno solo dei genitori trasmetta il gene).

Di solito le forme letali e gravi di ipofosfatasia (quelle che bloccano completamente l’attività dell’enzima) sono trasmesse con ereditarietà recessiva. Invece le forme più lievi di ipofosfatasia, compresa la forma adulta, (quelle che che permettono comunque un’attività residua dell’enzima e quindi una mineralizzazione delle ossa ridotta, ma non del tutto assente) possono essere trasmesse sia attraverso ereditarietà recessiva o dominante.

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